La guerra generosa, pericolosa, incosciente dell’artista Spadolini

 

La scoperta dell’Archivio di Alberto Spadolini (Ancona 1907 – Parigi 1972), unita alla testimonianza di alcuni suoi amici, fa oggi ipotizzare un suo coinvolgimento nella Resistenza antinazista e nei servizi segreti francesi.

 

  Spadolini: disegno esoterico anni ’50 (Coll. G. Mei)

 

Nel maggio 2007 il signor Jean-François Crance scrive un lungo articolo su Alberto Spadolini, in cui si ipotizza per la prima volta un coinvolgimento dell’artista marchigiano nella Resistenza francese [1]. A proposito di Spadolini il signor Crance ricorda: “…la sua guerra generosa, pericolosa, incosciente!”

Anche se non è stato ancora dimostrato il coinvolgimento di Spadolini nella Resistenza antinazista tuttavia, grazie al ritrovamento dell’archivio oggi sappiamo che:

     

1.      Alberto Spadolini, lontano parente dell’ex Primo Ministro Giovanni Spadolini, è figlio di un ferroviere licenziato per non aver aderito al Partito Nazionale Fascista. Scenografo al Teatro degli Indipendenti, egli lascia l’Italia alla fine degli anni ’20 a seguito della chiusura del Teatro voluta dallo stesso Benito Mussolini.

 

2.      Nel ruolo di giornalista per la rivista “Sourir de France”, l’11 luglio 1935 Spadolini scrive un lungo articolo in cui dichiara tutta la sua gratitudine alla Francia, terra di libertà, ed il suo odio verso qualunque forma di razzismo, in particolare quello perpetrato dai bianchi nei confronti dei neri d’America.

 

3.      Gli amici di Spadolini, diventato danzatore di successo, appartengono a tutte le razze e a tutte le fedi religiose: cattolici, ebrei, mussulmani, buddisti … Tra il 1932 ed il 1935 ha una storia d’amore con la cantante e ballerina di colore Joséphine Baker con cui condivide molte idee.

 

  1. Come riferito dal signor Alex Wolfson alla fine degli anni ’30 Spadolini lavora come restauratore nell’atelier parigino di Jules Boucher, scrittore franco-massone che opera attivamente nella Resistenza francese contro il nazismo, allievo del celebre alchimista Fulcanelli. L’artista italiano fa parte dei Rosa-Croce di Marsiglia con il segreto nome di “Magno Albert”.

 

5.      Uno dei suoi più cari amici, come riferisce in una lettera del 25 giugno 2006 il signor François Puisset [2], è il capitano Adolphe Rizzo, originario di Vallauris, che eseguendo gli ordini del Presidente della Repubblica Francese Paul Reynaud, trasferisce gli archivi segreti del Governo Francese facendoli pervenire in Inghilterra con un sottomarino che li imbarca al largo di Saint-Tropez.

 

6.      Negli anni ’40, nel corso dell’occupazione nazista di Parigi, a rischio della propria vita, Spadolini nasconde nella sua abitazione un gruppo di ebrei fra cui il signor Alex Wolfson.

 

7.      Nel 1940 e nel 1941 il danzatore Spadolini viene chiamato per una serie di esibizioni in Germania. Allo spettacolo  “La Vedova Allegra”, tenuto a Berlino in onore di Franz Lehar, assistono i più alti gerarchi nazisti fra cui Goering ed Hesse. Un lungo articolo corredato da numerose fotografie di Spadolini, fra cui una dell’antifascista Dora Maar, viene pubblicato dalla rivista “Il Tempo” del 1941 allo scopo di dimostrare la superiorità della razza italiana. Forse non è solo una coincidenza se al termine degli spettacoli in Germania Spadolini si reca in Svezia per danzare al China Teatern di Stoccolma.

 

8.      E’ singolare che pur non essendosi rifiutato di esibirsi davanti ai nazisti e contrariamente a quanto è capitato ad altri artisti francesi, al termine della guerra il danzatore Spadolini non sia stato accusato di collaborazionismo. Anzi nel 1946 riprende  i suoi spettacoli al Theatre National du Palais de Chaillot e le sue esposizioni di pittura alla Galerie de l’Elysée Palace e a “Le Cercle de l’Union Française” di Parigi. Nel 1955 gli viene conferito il Diploma Croce di Commendatore per scopi umanitari (Diplome Croix de Commendeur de l’Ordre International du Bien Public).

 

9.      La mappa dei suoi spostamenti suggerisce il ragionevole sospetto che nel corso della seconda guerra mondiale Spadolini abbia reso importanti servigi al Regno di Svezia trasportando documenti attraverso la Germania nazista. Certo è che nel primo dopoguerra è accolto con tanto calore da riconoscerlo come pittore svedese. Al vernissage per la mostra di Spadolini all’Oscarsteatern di Stoccolma del 3 maggio 1948 partecipano le ‘stelle del teatro svedese’: Annalisa Ericsson, per oltre mezzo secolo celebre attrice e ballerina svedese; Nils Poppe grande attore del cinema e del teatro scandinavo; l’attore Max Hansen; Teddy Rhodin dal 1942 al 1964 danzatore del Royal Swedish Ballet; John-Ivar Deckner danzatore e coreografo. Nel dopoguerra Spadolini espone anche a Malmoe, alla Galleri Latina di Stoccolma e, per molti anni fino al 1972, alla Bohmans Konstgalleri di Stoccolma.  L’artista italiano è considerato a tutti gli effetti pittore svedese e la sua biografia appare nello “Svenska konstarer” e nello “Svenskt konstarslexikon” a cura di Eden Bokforlag. Importanti articoli corredati da fotografie dedicate a Spadolini appaiono su “Kvalls Post” del 22 dicembre 1963 (a cura di Nils Falk), “Dagens Nyheter” del 15 dicembre 1964, “Expressen” del 12 dicembre 1964 (a cura del giornalista-attore Barbro Flodquist).

 

10.  Negli anni ’40 Spadolini riprende a frequentare Joséphine Baker. Ricordiamo che l’artista di colore è coinvolta nell’attività di spionaggio a favore degli Alleati: nei suoi viaggi all’estero trasporta documenti della massima segretezza scritti ad inchiostro simpatico sugli spartiti musicali.

 

11.  Un depliant ci informa che il danzatore Spadolini è a Saigon per uno spettacolo di danze del 10 aprile 1954. Proprio nei giorni della battaglia di Dien-Bien-Fu, in cui avvenne l’epico scontro fra l’Esercito Francese ed i comunisti Vieth Minh del Generale Giap, il pittore Spadolini è ancora a Saigon per un’esposizione di pittura. Un importante articolo con una sua fotografia è pubblicato su  “Le Journal d’Extreme-Orient” del 12 maggio 1954.

 

12.  Negli anni ’50 e ’60 il pittore Spadolini è spesso in viaggio fra il Belgio, l’Italia, la Grecia, la Spagna, l’Algeria, il Marocco, la Svezia, la Danimarca ... In Francia frequenta assiduamente il Castello di Brignac di proprietà di Yvette Marguerie, con cui rimarrà legato sentimentalmente per oltre un ventennio. E’ quanto mai singolare che questo piccolo Castello sulla Loira veda avvicendarsi importanti personaggi dell’aristocrazia e della politica internazionale fra cui il principe russo Yussupov e la principessa Irina, il Duca e la Duchessa di Windsor, il Presidente del Consiglio Italiano Giovanni Spadolini, André Malraux uno dei grandi intellettuali francesi, più volte Ministro e uomo di fiducia di De Gaulle …

 

  1. Numerose le conoscenze di Spadolini nel mondo diplomatico: nel giugno 1955 il pittore Spadolini tiene alla prestigiosa “Galerie Rubens” di Bruxelles una mostra di pittura patrocinata dall’Ambasciatore d’Italia in Belgio il Barone Michele Scammacca del Murgo; al vernissage organizzato in occasione della mostra di pittura alla “Galerie Charles Bradtké” di Luxembourg, patrocinata dal principe Felix Yussupov, partecipano oltre a Pierre-Alfred Saffroy, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario di Francia in Lussemburgo, i rappresentanti delle Legazioni degli Stati Uniti d’America, della Gran Bretagna e dell’Italia; recensioni sulle esposizioni di Spadolini sono pubblicate sulla “Revue Parlamentaire” di Francia che si occupa oltre che di politica anche di diplomazia.

 

  1.  Spadolini è un artista politicamente impegnato: in qualità di illustratore collabora a due libri di poesie di André-Marie Klénovski. Di grande interesse il disegno a corredo della poesia “Un jour a Buda” che ricorda le migliaia di vittime dell’invasione russa di Budapest nel 1956: un carro armato schiaccia una Croce da cui sgorga un lago di sangue.

 

  1. Al ritorno in Italia nel dopoguerra Spadolini non rivela i suoi successi artistici e le sue importanti amicizie con Gabriele d’Annunzio, Jean Cocteau, Max Jacob, Jean Renoir, Marlene Dietrich, Mistinguett, Joséphine Baker … In alcune interviste pubblicate da giornali italiani negli anni ’50 e ’60 egli si presenta semplicemente come un pittore.

 

  1. Alla morte di Spadolini, avvenuta a Parigi il 19 dicembre 1972, il suo appartamento al n. 78 degli Champs-Elysées viene svaligiato. I parenti sono informati della morte del loro congiunto dall’Ambasciata d’Italia con due giorni di ritardo. Sono nel frattempo scomparsi i suoi diari, i suoi documenti, tutto il suo mondo. Solo il casuale ritrovamento nella soffitta di Fermo dell’archivio artistico di Spadolini nel 1978 ha permesso una seppur parziale ricostruzione della sua vita.

 

Le Rassegne dedicate ad Alberto Spadolini, organizzate nel 2005 da un Istituto Statale d’Arte e nel 2007 da una Amministrazione Comunale delle Marche, ottengono il patrocinio dell’Ambasciata di Francia a Roma, dell’Ambasciata di Svezia a Roma, del Ministero Università e Ricerca, del Ministero dei Beni e Attività Culturali e lettere di congratulazioni dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi (il quale assegna una medaglia), dall’Ambasciatore d’Italia in Svezia Giulio Cesare Vinci Gigliucci, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, dal Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi.

 

C’è da chiedersi chi sia stato in realtà Alberto Spadolini!

 

 

 

 


 

[1]  L’articolo è pubblicato integralmente nel volume “Spadolini le grand danseur”, a cura di Fabio Filippetti e Franco Copparo (Edizione Brillarelli, Ancona 2007)

[2]  Il signor François Puisset ha una carriera diplomatica e politica alle spalle

 

Tratto da “BOLERO-SPADO’ : SPADOLINI, UNA VITA DI TUTTI I COLORI” Copyright di Marco Travaglini, 2007